Menwar, la ravanne e la nascita del sagaï

Menwar fa della ravanne uno spazio di invenzione. Nato Stéphano Honoré e apparso nelle prime registrazioni con il nome Lélou, il cantante, percussionista e costruttore di strumenti mauriziano ha sviluppato il sagaï attraverso le percussioni acustiche e l’incontro con altre forme musicali. Il suo percorso collega dischi stampati in Madagascar, strumenti costruiti a mano con materiali quotidiani e un metodo per imparare a suonare la ravanne. Per comprenderne la musica, è utile seguire insieme questi legami. Un tamburo può custodire un sapere ereditato e, nello stesso tempo, diventare parte di un approccio al suono profondamente personale.

Menwar in piedi al microfono durante Levennman 70 al Caudan Arts Centre
Photo by William

Uno strumento al centro della pratica creativa

La ravanne, scritta anche ravann, è un tamburo a cornice centrale nel sega tipik. Menwar mantiene questo strumento in primo piano, esplorando però un linguaggio musicale legato al proprio nome e alla propria pratica. Il profilo dell’artista pubblicato da Babani descrive il percorso dalle registrazioni come Lélou al sagaï e documenta un metodo di ravann pubblicato nel 1999. Suonare, costruire, registrare e insegnare sono aspetti collegati di questo percorso.

È una distinzione utile quando si sceglie cosa ascoltare. Un artista può lavorare a stretto contatto con uno strumento associato al sega tradizionale senza produrre esclusivamente sega tipik. Il repertorio di Menwar trova spazio in questa guida perché mostra che cosa un musicista può fare con tale eredità. Il sagaï ha una storia specifica di incontri musicali e costruzione di strumenti: non è un’etichetta generica per qualsiasi musica suonata con una ravanne.

Dai singoli di Lélou alle cassette di Menwar

Il materiale sull’artista pubblicato dall’Académie de La Réunion fa risalire le prime registrazioni a due singoli del 1977, tra cui Capito e Léti pommé. Furono stampati in Madagascar per Green Turtle, etichetta di Discomad. Questi dettagli collocano le registrazioni in una rete dell’Oceano Indiano. La storia della musica mauriziana passa anche dai luoghi in cui venivano prodotti i dischi e dalle etichette attraverso le quali circolavano.

Seguirono altri singoli, prima dell’uscita della cassetta Souvenir le Port nel 1980, con il nome Menwar. Arrivarono poi Létan lenfer nel 1982, con Kaya alla chitarra, e Kiltir dé zil nel 1984. Il passaggio da Lélou a Menwar e la successione delle uscite offrono punti di partenza concreti per esplorare il catalogo. Nelle ricerche conviene usare entrambi i nomi e tenere come riferimento il titolo dell’uscita quando si confronta un vecchio disco con una successiva edizione digitale.

Che cosa significa sagaï nel lavoro di Menwar

L’inventario nazionale del patrimonio culturale immateriale riporta la descrizione del sagaï data da Menwar: un incontro tra sega, blues, jazz, rock e seggae. La ravann e la maravann restano centrali. Questa descrizione individua diverse relazioni musicali senza rendere intercambiabili i generi citati. In particolare, sagaï non è una grafia alternativa di seggae, l’incontro mauriziano tra sega e reggae associato a Kaya e ad altri musicisti.

Il nome collega inoltre la musica agli oggetti quotidiani e al lavoro. L’inventario ne riporta associazioni con un arpione da pesca, una lancia e una bacchetta da materassaio. Questi significati contano quanto l’elenco delle influenze musicali. Avvicinano il vocabolario creativo ai materiali che Menwar maneggia e agli strumenti che costruisce, dando al sagaï un contesto più preciso di quello suggerito dalla parola generica fusione.

Conchiglie, lattine e possibilità delle percussioni

Lo stesso inventario descrive Menwar mentre costruisce strumenti con materiali quotidiani, tra cui conchiglie, lattine e bacchette usate dai materassai. La costruzione degli strumenti è dunque parte documentata della sua pratica artistica. Amplia la gamma di oggetti a disposizione di un gruppo musicale e fa sì che le scelte del musicista sui materiali contribuiscano al linguaggio musicale che ne deriva.

Quando si guarda un’esibizione con crediti identificabili, può essere utile osservare il rapporto tra un oggetto e il gesto che lo fa suonare. Quale strumento viene scosso, percosso o maneggiato in un altro modo? È un esercizio di osservazione, non un motivo per presumere che ogni oggetto citato nell’inventario compaia in tutte le registrazioni. Le immagini del palco e la descrizione di un catalogo offrono informazioni diverse; considerate insieme, possono aiutare a seguire meglio le percussioni.

Scegliere una registrazione precisa da cui cominciare

Pop Lékonomi è il brano di Menwar scelto nel percorso d’ascolto di questa guida. Per cominciare, si può usare la registrazione corredata di crediti accessibile dal suo profilo artista, per poi esplorare il resto del catalogo. Babani documenta progetti tra cui Kiltir dé zil, Leko rivyer nwar e Ay ay lolo. I titoli delle uscite sono riferimenti di ricerca più utili di un caricamento anonimo descritto soltanto come percussioni mauriziane.

Al primo ascolto, conviene seguire la registrazione come un’esecuzione completa. Al secondo, ci si può concentrare sulle percussioni e notare quando l’attenzione passa dalla voce agli strumenti. Sono suggerimenti per l’ascolto, non affermazioni su un ritmo o un arrangiamento specifico. Per un confronto, si può tornare a una registrazione di sega tipik chiaramente identificata e considerare come vengono presentati gli strumenti nell’ambito della pratica documentata di ciascun artista.

Imparare da un musicista che costruisce anche strumenti

Il profilo pubblicato da Babani documenta il metodo di ravann di Menwar nel 1999. L’esistenza di un metodo aggiunge una dimensione didattica alle registrazioni e alla costruzione di strumenti. Mostra che il suo rapporto con la ravanne comprende anche la spiegazione di un approccio ad altre persone, oltre al suo impiego nei propri progetti. La data del metodo non dimostra che oggi siano disponibili lezioni o laboratori.

Per chi vuole imparare, il passo utile è distinguere tre interessi. Si può voler studiare la pratica tradizionale della ravanne, capire l’approccio personale di Menwar oppure esplorare la costruzione degli strumenti. Quando si contatta un’organizzazione o un insegnante, è bene precisare quale di questi obiettivi interessa. Le pagine della guida dedicate all’apprendimento e agli strumenti indicano canali di contatto documentati. Le attività attuali, i materiali, la lingua d’insegnamento e le modalità di accesso vanno confermati con chi propone l’attività.

Ascoltare i legami senza perdere le differenze

Il contributo di Kaya alla chitarra in Létan lenfer è un legame preciso tra due musicisti le cui successive identità musicali vengono spesso trattate separatamente. Vale la pena seguirlo perché sostituisce una semplice suddivisione per generi con una collaborazione concreta. La registrazione appartiene al catalogo di Menwar, mentre il lavoro di Kaya con Racinetatane offre un altro percorso nella musica mauriziana.

Questa attenzione ai crediti può accompagnare anche gli ascolti successivi. Il nome dell’artista, i collaboratori indicati, il titolo dell’uscita e l’edizione aiutano a identificare ciò che si sta ascoltando. La storia di Menwar apre diverse strade: le prime registrazioni come Lélou, i progetti dell’epoca delle cassette, il sagaï, le percussioni costruite a mano e l’insegnamento della ravanne. Si può scegliere quella che incuriosisce di più, mantenendo presenti le altre come parti collegate della stessa vita creativa.

Domande frequenti

Menwar e Lélou sono lo stesso musicista?

Sì. Menwar è Stéphano Honoré, che realizzò le prime registrazioni con il nome Lélou. Il materiale sull’artista documenta singoli nel 1977 e la cassetta Souvenir le Port con il nome Menwar nel 1980. Entrambi i nomi sono utili per esplorare la parte iniziale del catalogo.

Sagaï e seggae sono la stessa cosa?

No. Nella descrizione documentata di Menwar, il sagaï fa incontrare il sega con blues, jazz, rock e seggae, mantenendo ravann e maravann al centro dell’approccio. Il seggae ha una propria storia come incontro tra sega e reggae. I due nomi vanno tenuti distinti.

Menwar costruisce i propri strumenti a percussione?

L’inventario nazionale del patrimonio culturale immateriale documenta strumenti che costruisce con materiali quotidiani, tra cui conchiglie, lattine e bacchette da materassaio. Questa pratica aiuta a comprendere il rapporto tra le sue percussioni, il suo vocabolario musicale e il nome sagaï.

Da dove si può cominciare ad ascoltare Menwar?

Si può partire dalla registrazione di Pop Lékonomi corredata di crediti nella pagina artista di Menwar, per poi seguire il collegamento al suo catalogo. Babani documenta progetti tra cui Kiltir dé zil, Leko rivyer nwar e Ay ay lolo, offrendo diversi riferimenti precisi per andare oltre un primo brano introduttivo.

Fonti e approfondimenti

Menwar, ravanne, séga, sagaï Babani

Menwar, materiali della residenza artistica Académie de La Réunion

Il sagaï nell’inventario nazionale del patrimonio immateriale Mauritius / UNESCO

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